BIO

Ubaldo Molesti is a visual artist born in Serravalle Pistoiese in 1954. His research spans painting, installation, and performance, exploring material as an emotional and human space. After artistic and architectural training in Florence, his path was enriched by experiences in design and planning, before returning to art as a deep, intrinsic necessity of making.

 

In his work, matter stratifies, blends, and transforms: layered surfaces, organic filaments, and transparencies construct unstable spaces where the visible opens onto what remains unspoken. His practice moves through painting and installation as a necessary act, capable of transforming fragility into energy and the mark into experience.

 

He has exhibited in museums, public spaces, and galleries in Italy, pursuing an authentic, independent, and profoundly human research practice.

Cosa dicono le persone

"Ubaldo Molesti è un artista contemporaneo che in Fuori spazio, racconta una ricerca che è a un tempo l'esplorazione dell'infinito e di un suo vissuto personale. L'artista parla attraverso le sue opere che fanno emergere la complessità dell'esistenza. Le forme ellissoidali che Molesti chiama cosmoforme e che caratterizzano molte sue opere esprimono, forse, il suo personale alfabeto con cui narra storie sempre nuove. Esplora lo spazio esteriore, l'infinito universo che non può avere limitazioni e che rinvia anche alle potenzialità infinite dell'artista e di ogni uomo".

— FUORI SPAZIO, A cura di Alessandro Lazzeri

"Il viaggio di Ubaldo Molesti. Lontano da dove ? Diverso da chi? Lontano dall'invadente immaginario del mondo presente dove ogni riferimento simbolico d’ormai flebile ed evanescente. Per Ubaldo Molesti l'immagine deve andare oltre e manifestare in modo essenziale. I fondamenti della percezione, oltre gli aspetti condivisi della conoscenza. Il viaggio che porta lontano da tutto questo è una sorta di riemersione di riscoperta, di indagine.Al di fuori dei codici condivisi dove l'immaginario comune non può attingere".

RESET – RIEMERGERE, A cura di Lorenzo Poggi

"Con una smania scientifica e poetica Ubaldo Molesti rivolge gli occhi al cosmo con fare indagatore e contemplatore, con una carica materica che simula la sostanza cosmica per riproporla al tatto dello spettatore in una metafora esistenziale  che ripercorre molta della storia culturale umana. Le sue opere cosmiche  hanno il sapore del non/finito michelangiolesco, perché lasciano intravedere l’infinito oltre i margini del supporto estetico: particolari di un Tutto e parti infinitesimali di un infinito mosaico che rappresenta la Vita stessa nei suoi eterni ritorni di nascita e morte".

— COSMI,GLI INFINITI-NON FINITI, a cura di Laura Monaldi